Coltivaitalia: oltre un miliardo per rafforzare l’agricoltura italiana

Con il DDL Coltivaitalia, approvato dalla Camera, l’agricoltura italiana si prepara a beneficiare di oltre un miliardo di euro di nuove risorse. Il provvedimento interviene su diversi ambiti, con un obiettivo comune: rafforzare un settore strategico per l’economia nazionale, rendendolo più competitivo, innovativo e capace di affrontare le trasformazioni in corso.

Per le DOP e le IGP il tema è particolarmente rilevante in una prospettiva di sistema. Il provvedimento non introduce infatti un finanziamento specificamente destinato alle denominazioni, ma interviene su alcuni degli elementi fondamentali per la loro continuità: filiere solide, agricoltori, innovazione, tutela del territorio e capacità di guardare al futuro.

Sovranità alimentare: 970 milioni per le filiere strategiche

Il capitolo più consistente riguarda la Strategia per la sovranità alimentare, con una dotazione complessiva di 970 milioni di euro.

L’obiettivo è rafforzare la capacità dell’Italia di produrre e trasformare sul proprio territorio, sostenendo le filiere e rendendole meno esposte alle difficoltà dei mercati internazionali. Un percorso che passa anche dalla capacità di innovare e rendere l’agricoltura più efficiente e sostenibile.

In questa prospettiva, Basilico Genovese DOP, Olio Riviera Ligure DOP e Olive Taggiasche Liguri IGP rappresentano tre esempi particolarmente significativi di filiere profondamente legate al territorio e, allo stesso tempo, capaci di esprimere un valore che va ben oltre la singola produzione. Sono coltivazioni che custodiscono varietà, saperi e pratiche agricole costruite nel tempo, generano valore economico e contribuiscono a mantenere vivo il legame tra agricoltura, paesaggio e comunità locali.

Sono, in altre parole, filiere che raccontano concretamente cosa significa valorizzare una produzione italiana attraverso la sua identità, la qualità e il legame con il territorio. Ed è proprio il rafforzamento di questo patrimonio produttivo, insieme alla capacità di innovarlo e tramandarlo, uno degli elementi che rende strategico investire nel futuro dell’agricoltura italiana.

 

Olivicoltura: 300 milioni per il Piano Olivicolo Nazionale

Tra gli interventi più rilevanti c’è quello dedicato all’olivicoltura, con 300 milioni di euro per il nuovo Piano Olivicolo Nazionale 2026-2030.

Le risorse puntano al rilancio del comparto attraverso il miglioramento degli impianti, il rafforzamento delle infrastrutture, il contrasto alle fitopatie e una maggiore attenzione a innovazione, tracciabilità ed efficienza.

Un investimento particolarmente significativo anche per la Liguria, dove l’olivicoltura rappresenta una parte importante del paesaggio e della tradizione agricola. In Italia sono 50 le denominazioni DOP e IGP riconosciute per l’olio, tra cui l’Olio Riviera Ligure DOP; sono invece cinque le IGP italiane dedicate alle olive, tra cui le Olive Taggiasche Liguri IGP.

Al Piano Olivicolo si aggiungono 3 milioni di euro per il contrasto alla Xylella e 9,2 milioni per oleoturismo ed enoturismo, rafforzando il legame tra agricoltura, territorio e turismo.

È inoltre prevista la tutela degli uliveti destinati a produzioni DOP e IGP, per i quali viene limitato l’espianto finalizzato alla realizzazione di impianti fotovoltaici o eolici, salvo il reimpianto nello stesso sito o in aree vicine.

Giovani e terre: il futuro passa dalle nuove generazioni

Il futuro dell’agricoltura passa anche dalla possibilità per i giovani di entrare nel settore e avere accesso alla terra.

Coltivaitalia mette a disposizione 150 milioni di euro per sostenere l’imprenditoria agricola giovanile e femminile, attraverso mutui e contributi a fondo perduto.

A questa misura si affianca “Terre ai giovani”, con 8.417 ettari messi a disposizione da ISMEA in comodato d’uso gratuito per dieci anni ai giovani tra i 18 e i 41 anni, con possibilità di acquisto finale a condizioni agevolate.

Il provvedimento interviene inoltre sulle terre abbandonate e silenti: i Comuni potranno censire i terreni inutilizzati e inserirli in una “banca comunale delle terre”, favorendone il recupero produttivo.

Riportare la terra alla produzione e favorire l’ingresso di nuovi agricoltori significa contrastare lo spopolamento, mantenere vivo il presidio delle aree rurali e contribuire alla tutela del territorio.

È una prospettiva particolarmente importante anche per le DOP e le IGP, che per continuare a esistere hanno bisogno di nuove generazioni capaci di raccogliere il patrimonio di conoscenze costruito nel tempo e, allo stesso tempo, di portarlo verso il futuro.

Ricerca, innovazione e nuove tecnologie

L’agricoltura del futuro avrà bisogno anche di nuove competenze e tecnologie.

Per questo Coltivaitalia destina 14,5 milioni di euro alla ricerca, all’innovazione e allo sviluppo, con nuove risorse per il CREA e investimenti in agricoltura di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica e meccatronica.

L’innovazione può contribuire a utilizzare in modo più efficiente acqua e risorse, monitorare le coltivazioni, prevenire problemi fitosanitari e rendere più sostenibile e competitiva l’attività agricola.

Su questo fronte, anche in Liguria sono già in corso esperienze che guardano alla modernizzazione delle filiere agricole. Nel comparto dell’Olio Riviera Ligure DOP, ad esempio, ricerca e tecnologia stanno diventando strumenti concreti per affrontare alcune delle principali sfide dell’olivicoltura.

Un esempio è la sperimentazione sull’impiego dei droni nella lotta alla mosca dell’olivo, realizzata dal CERSAA in collaborazione con il Consorzio di Tutela dell’Olio Riviera Ligure DOP e con il sostegno della Regione Liguria. I risultati sono stati presentati anche alla Conferenza internazionale sulla ricerca organizzata a Roma da FAO e Ministero dell’Agricoltura.

Un altro fronte riguarda il monitoraggio degli effetti dei cambiamenti climatici sugli oliveti, attraverso l’installazione di sensori nel suolo e sulle piante. Nell’ambito del progetto Drupe, i dati raccolti permettono di conoscere meglio le condizioni delle coltivazioni e di fornire agli olivicoltori informazioni utili per adottare le migliori pratiche agronomiche e intervenire in modo più mirato.

Sono esperienze che mostrano come innovazione, ricerca e tecnologia possano diventare strumenti al servizio della produzione agricola, contribuendo a tutelare le coltivazioni, ridurre gli sprechi e affrontare le nuove condizioni climatiche.

Anche la filiera del Basilico Genovese DOP sta lavorando nella stessa direzione, con progetti dedicati alla formazione, all’innovazione e al coinvolgimento delle nuove generazioni.

Tra questi c’è “Coltivare Valore”, il primo percorso formativo specificamente dedicato alla filiera del Basilico Genovese DOP. Il corso è rivolto a titolari, collaboratori e giovani delle aziende certificate DOP, ma anche a tecnici, professionisti della filiera, istituzioni e operatori del territorio. Realizzato online e on demand in collaborazione con il CERSAA e con il contributo del Ministero dell’Agricoltura, il percorso mette a disposizione conoscenze, strumenti pratici e nuove idee attraverso il contributo di esperti selezionati dal Consorzio di Tutela.

Accanto alla formazione, il Consorzio sta lavorando anche sull’innovazione tecnologica, con un progetto dedicato all’utilizzo della tracciabilità satellitare e dei dati per una gestione agronomica più sostenibile del Basilico Genovese DOP, attivo da due anni.

Infine, con “DOP for Future”, l’attenzione si sposta sulle nuove generazioni, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza e la cultura delle denominazioni partendo proprio dai giovani e dai giovani consumatori.

Sono esperienze che mostrano come una filiera possa rafforzarsi non soltanto attraverso gli investimenti economici, ma anche attraverso formazione, tecnologia e capacità di coinvolgere le nuove generazioni.

 

Più tutela e trasparenza lungo la filiera

Il provvedimento interviene anche sul rapporto tra imprese e mercato.

Per le violazioni sanabili viene introdotta la possibilità di una diffida, che consente all’azienda di regolarizzare la propria posizione entro 60 giorni pagando una sanzione ridotta.

Sul fronte dei controlli è prevista inoltre una banca dati nazionale dei profili analitici di autenticità, con un investimento di 650 mila euro. Lo strumento sarà utilizzato per verificare caratteristiche legate all’origine geografica, alla varietà e alla composizione dei prodotti agroalimentari.

 

Un investimento sul sistema agricolo

Coltivaitalia concentra quindi risorse su alcuni dei temi che determineranno la capacità dell’agricoltura italiana di affrontare i prossimi anni: rafforzare la produzione, sostenere le filiere, favorire il ricambio generazionale, recuperare i terreni, innovare e proteggere il patrimonio agricolo.

È una prospettiva che riguarda da vicino anche il mondo delle DOP e delle IGP. Le denominazioni sono infatti il risultato di un sistema fatto di agricoltori, imprese, competenze, territorio e tradizioni produttive che devono poter continuare a evolversi.

Per la Liguria questo significa guardare, tra gli altri, al futuro del Basilico Genovese DOP, dell’Olio Riviera Ligure DOP e delle Olive Taggiasche Liguri IGP, tre realtà profondamente legate al territorio e che già oggi stanno investendo su formazione, innovazione e nuove generazioni.

Coltivaitalia non assegna quindi automaticamente risorse alle singole denominazioni, ma interviene su quel sistema agricolo fatto di persone, territori e filiere da cui dipende anche la possibilità di continuare a produrre e valorizzare le eccellenze certificate italiane e liguri.

altri articoli che potrebbero interessarti

Coming Soon

Questo contenuto sarà 
presto raggiungibile , stay tuned!

Panoramica privacy

Questo sito utilizza solo cookie tecnici di navigazione/sessione e analitici in forma anonima, per quali non è richiesto il tuo consenso