Etichette DOP e IGP: più trasparenza in Europa, una strada che la Liguria conosce bene

Dal 14 maggio 2026 indicare il nome del produttore sulle etichette dei prodotti DOP e IGP diventerà un obbligo in tutta l’Unione europea. 

La novità, introdotta dal Regolamento UE 2024/1143 entrato in vigore nel maggio 2024, si applicherà anche ai prodotti a marchio del distributore e nasce con un obiettivo preciso: rendere più chiara la filiera, rafforzare la trasparenza verso il consumatore e valorizzare chi realizza concretamente il prodotto certificato.

Il legislatore europeo ha previsto un periodo transitorio fino al 2026 per consentire agli operatori di adeguare packaging, contratti e strategie commerciali senza criticità, ma il segnale è già molto netto. 

Le Indicazioni Geografiche non sono solo un marchio, sono il risultato del lavoro di persone e imprese che devono essere riconoscibili e responsabili lungo tutta la filiera.

Per la Liguria questa novità non rappresenta una rivoluzione, bensì una conferma di un percorso avviato da tempo. Il caso più emblematico è quello del Basilico Genovese DOP, che storicamente riporta in etichetta il nome del produttore. Una scelta che ha anticipato di anni l’attuale indirizzo europeo e che ha contribuito a rafforzare il rapporto di fiducia tra chi produce e chi acquista, rendendo immediatamente visibile il legame tra il prodotto e il territorio in cui nasce.

L’indicazione del produttore non è mai stata vissuta come un adempimento formale, ma come uno strumento di valorizzazione della filiera. Sapere chi coltiva, trasforma e certifica un prodotto DOP significa dare peso al lavoro agricolo, tutelare le aziende corrette e rendere il sistema più credibile agli occhi del consumatore. È una logica che oggi l’Unione europea riconosce come centrale per la tutela delle Indicazioni Geografiche.

Questo approccio è perfettamente coerente anche con altre eccellenze liguri come l’Olio Riviera Ligure DOP, settore già iper normato attraverso la tracciabilità prevista dal Sistema Informativo Agricolo Nazionale e attraverso gli specifici adempimenti previsti dal piano di controllo per gli operatori,  e con i vini DOP e IGP promossi dall’Enoteca Regionale della Liguria, in cui l’identità dell’azienda è parte integrante del racconto e della qualità percepita. Rendere visibile chi produce significa evitare l’anonimato, contrastare l’omologazione e rafforzare l’unicità che caratterizza le produzioni liguri.

Gli effetti positivi di questa scelta si estendono a tutta la filiera. I produttori ottengono maggiore riconoscibilità e tutela del valore del proprio lavoro, i consumatori possono orientarsi con più consapevolezza e fiducia, mentre istituzioni e Consorzi dispongono di strumenti più efficaci per garantire trasparenza, controllo e corretta comunicazione dei prodotti certificati.

La nuova normativa europea va quindi nella direzione di un sistema DOP e IGP più chiaro e responsabile, ma allo stesso tempo riconosce implicitamente il valore delle buone pratiche già adottate da alcuni territori. La Liguria, con le sue filiere certificate, dimostra ancora una volta di essere stata pioniera, scegliendo da tempo di mettere al centro non solo il prodotto, ma anche le persone che lo rendono possibile.

Per Assaggia la Liguria questa evoluzione normativa è l’occasione per ribadire un messaggio chiave: dietro ogni eccellenza DOP e IGP c’è una storia fatta di aziende, competenze e territorio, e raccontarla in modo trasparente è il primo passo per valorizzarla davvero.

 

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